“In Italia la diffamazione a mezzo stampa o a mezzo televisivo ” - dice Gabriella Carlucci - “ viene punita anche molto severamente, tutto questo invece non esiste in Internet. Internet è un territorio assolutamente libero, privo di regole. Io ritengo che questo non sia giusto. Se la politica si vuole interessare di Internet in questo senso dovrebbe invece permettere la tracciabilità di chi dice cosa. Non per evitare che ci sia la libertà o la democrazia partecipativa, tutt’altro, ma semplicemente perché ognuno sia responsabile di quello che dice e di quello che fa.”
Cosa ne pensate?
55 risposte a "Gabriella Carlucci: La democrazia parte da Internet, ma è necessaria la tracciabilità dell’utente."
Se internet rappresenta la realta è giusto che l’utente abbia una tracciabilità. Se vogliamo rispecchi la vera realtà sociale bisogna che nternet non sia una jungla e partanto chi si espone disonestamente ne paghi le conseguenze
non capisco… ma ad oggi con l’IP non si è già tracciabili?
[...] http://www.glielettiblog.it/?p=1029 Tags: internet, On. Gabriella Carlucci, Pdl, pedofilia, vice pres. commissione bicamerale per l’infanzia [...]
mah …
ho sempre più il sospetto che (alcuni) politici italiani stiano strumentalizzando internet solo per ridare smalto alla loro (offuscata) visibilità …
del resto oramai un disegno di legge non si nega più a nessuno …
@Letizia: a quanto mi risulta gli IP non corrispondono necessariamente ad un singolo utente, perché sono identificativi di numeri seriali. Infatti l’Internet Protocol può rappresentare anche un centinaio di computer/utenti connessi in rete (es. aziende con più PC collegati). Inoltre non è determinabile la corrispondenza tra utente e IP poiché un utente può utilizzare il computer di un altra persona… La tracciabilità di cui si parla in questo caso riguarda la persona che fa azioni sul web…
Veramente la tracciabilità e la diffamazione ci sono già ora.
Immaginiamo, ad esempio, che qualcuno sparga strane voci sul mio conto su internet.
Io lo querelo e la magistratura, tramite i log dei provider, può individuare l’utenza telefonica e quindi l’autore della diffamazione.
Se il problema è solo questo, non servono nuove leggi.
ancor prima di ascoltare la voce di questa diva della tivù, chiamata da sua eccellenza nella sua schiera di personaggi da baraccone per acchiappare voti, preciso che LA DEMOCRAZIA è ALTRA COSA CHE, AHIME’, I PIDDIELLINI NON CONOSCONO. CHE PENSINO A COSA DICONO LORO DEGLI ESPONENTI DELL’OPPOSIZIONE IN DIRETTA TELEVISIVA. la tracciabilità dellutente mirata a punirlo qualora rechi offesa ad altri è puramente un’escamotage per controllare ancora di più le masse e depistare l’opinione pubblica su temi che attualmente al Paese non interessano affatto. un parto degno di una personalità vuota come quella della carlucci. se la destra invece di proporre candidati “star” nelle sue fila cercasse adesioni di individui di maggior senno, il paese avrebbe sorte più fausta. pensate che a firenze si propone il portiere della fiorentina e del milan Giovanni Galli come candidato a sindaco!!! mah
Leggo solo ora Cucchi.
Certo è vero, ci sono gli uffici, dove un IP corrisponde a più pc, ma allora basta andare sui server di quell’ufficio e si può individuare lo specifico pc da cui è partito qualcosa.
Certo, la tracciabilità a livello di utente sarebbe migliore, ma come la vogliamo fare? Un tessera con chip? E chi dice che poi non la usi un altro al posto del titolare?
Impronte digitali? Non scherziamo per favore, altrimenti Orwell al confronto sembra un libro umoristico.
Quindi la nuova legge o è poliziesca e orwelliana, oppure non serve a niente. Quindi va sempre male.
In realtà penso che i politici siano preoccupati perché su internet la gente è più libera, guarda quello che vuole invece della tv e quindi hanno paura di controllare meno la popolazione.
Grande Gabriella!! Dici cose giuste e sacrosante!!!
mi sa tanto di una schedatura di massa, tanto per completare quel che le intercettazioni indiscriminate non sono , forse , riuscite ancora a fare.
Ha ragione Gabriella Carlucci bisogna avere la possibilità di identificare l’esecutore di quello che si pensa si possa scrivere o no anche sul mezzo internet, del resto le leggi per l’editoria sono la prova che chi scrive si assume le responsabilità di ciò che scrive ,non vedo perchè in una comunity non debba valere la stessa disposizione.
A.M.
Mi sembra di essere in un regime!
Ecco cosa ne penso, altro che libertà!
Ma Berlusconi non diceva: forza italia, forza di libertà????!!!!!
giusto, la democrazia non è anarchia
La carlucci farebbe bene a fare la soubrette, se la politica vuole interessarsi ad internet, lo dovrebbe fare dando a tutti la possibilità di accedere alla rete. La qualità di un paese è fatta anche e sopratutto dalla velocità cn la quale ci si adatta agli standard tecnologici mondiali e l’italia è ancora indietro. Questo grazie alla Carlucci e a quanti come lei si disinteressano dell’interesse generale per tutelare gli interessi di pochi.
Internet privo di regole? Con l’IP siamo tutti tracciabilissimi, quindi se volesse procedere contro qualcuno per diffamazione basterebbe fare regolare denuncia e richiedere i dati ai provider.
Quindi la magistratura ha sicuramente i mezzi per rintracciare chi ha fatto cosa.
Poi impedire l’anonimato in rete… vuole nome e cognome in ogni post di ogni blog e di ogni forum?
Cosí poi si finisce a prendersi a pugni veramente?
C’é chi parla di leggi per l’editoria… ma se io pubblico sotto pseudonimo non é lo stesso? La magistratura, se necessario, va dall’editore e si fa dare il mio nome se vuole indagare su di me…
Limitare la libertá di tutti per fermare chi puó essere fermato semplicemente con le leggi che giá abbiamo… una cosa inutile…
Si lamenta del diritto di replica a volte non concesso… pensi che non pubblica commenti sul suo blog da novembre, tant’é che ho fatto un blog apposta dove metto i commenti che lei mai pubblicherá sul suo.
preferisco sapere se dall’altra parte cè il lupo o cappuccetto rosso
A proposito di identità di chi pubblica i contenuti on-line, avete visto nelle proprietà del documento Word, che contiene la proposta di legge, da quale società è stato scritto il file?
Univideo: Unione Italiana Editoria Audiovisiva (associazione di categoria aderente a Confindustria).
Cosa c’entra con la pedofilia???
Una legge per combattere il reato di pedofilia l’avrei magari scritta in collaborazione con una Onlus che si occupa dell’assistenza dei bambini vittime di tali abusi e non con una società che rappresenta Home Entertainment in Italia.
Poi le leggi non le dovrebbero scrivere i parlamentari?
sacrosante parole della carlucci…chi oggi grida allo scandalo sappia che sicuramente un domani avrà guai piccoli o grandi derivanti dalla rete…è un fatto matematico.
Perchè allora non regolarizzare la rete come QUALSIASI altro settore?
Democrazie e libertà presuppongono regole e rispetto delle stesse!
Vergogna. Una legge anti-pirateria redatta dal presidente di Univideo in persona, scritta MALE, senza considerare tutta la legislazione precedente (italiana ed europea, a tal proposito vi invito a leggere l’ottimo di articolo di Guido Scorza su http://www.punto-informatico.it del 09/03/09) mascherata da legge proteggi bambini con del populismo degno delle peggiori dittature.
Gabriella Carlucci riscopra il senso della vergogna.
quoto Stefano Chittaro
e aggiungo che la legilazione in materia andrebbe proposta da persone veramente competenti in materia e non pseudocompetenti e improvvisate nel campo
Ma questa da dove è uscita perchè non torna a ballare invece di leggiferare su cose che non capisce?
Tra l’altro senza internet quando li avrebbero beccati i pedofili di cui parla qui http://www.gabriellacarlucci.it/2009/03/03/pedofilia-e-internet/ ?
sono state beccate proprio perchè scambiavano materiale su interent.
Questa è una legge per imbavagliare internet perchè si sentono minacciati e probabilmente è stata pagata da qualche società multimediale.
Per difendere i bambini a che serve un comitato della legalità di internet formato da siae e 2 esperti della confindustria?
P.S. ci avete fatto caso che il suo blog non ha commenti?
ora provo a commentare quell’articolo con questo testo vediamo?
egr. on. carlucci,
anziché riempirsi la bocca con termini quali legalità, tutela dei minori e quant’altro, meglio farebbe a pensare di modificare l’attuale legislazione in materia.
se non capisce di cosa parlo (cosa alquanto probabile), si legga questo articolo:
http://gongoro.blogspot.com/2008/08/come-stuprare-una-bambina-e-vivere.html
dal titolo altamente esplicativo.
vedrà che non servono nuove leggi per la tutela dei minori, quando altre leggi consentono la scarcerazione quasi immediata degli “orchi” dai quali lei afferma di volerli proteggere.
e creda, farsi scrivere le leggi da tal Davide Rossi, della società Univideo (come si evince chiaramente dalle proprietà del documento word da lei messo online sul suo sito), non depone a suo favore, né tanto meno a favore delle motivazioni che lei afferma guidare la sua azione legislativa.
tanto le dovevo e, nella speranza di non vederla mai più in parlamento, le porgo distinti (?) saluti.
Paolo Ferrari
se controllano l’informazione tramite televisioni e carta stampata era inevitabile questo scontro sempre più diretto con il web, ultimo baluardo forse di una informazione non di regime.
La Casta vuole far nascere morta l’informazione sul web, ostacolandola ora con carenza di infrastrutture ora con norme atte ad intimorire chiunque, da un blog personale ad una testata on line, pensi di dire ciò che gli altri già sono addomesticati nel non dire.
Per un profondo senso di educazione caro Onorevole non esprimo il mio pensiero su di lei, se però ci tiene risalga a me dal mio indirizzo ip e mi faccia una telefonata, magari poi partorisce un DDL per la diffamazione a mezzo cellulare, scritta da un dirigente TIM in nome della pedopornografia dilagante via mms.
suggerisco la lettura di questo articolo di guido scorza http://punto-informatico.it/2569606/PI/Commenti/vogliono-chiudere-rete.aspx tanto per rendersi conto delle corbellerie - sotto il profilo tecnico, giuridico e politico - del DDL proposto dall’on. Carlucci. Tralascio ogni altro commento, del tutto superfluo a fronte della disamina dell’avv. Scorza.
Non riuscirete a fermare internet!
Credo che l’intenzione sia buona, ma nella pratica ritengo che il rischio sia di intaccare la libertà delle persone oneste.
Oltre a mettere in pericolo la libertà d’espressione della gente.
Aggiungo che i malintenzionati potrebbero sfruttare l’ignoranza informatica delle persone comuni: mia mamma, poniamo, non ha nozioni informatiche. Ipotizziamo ad esempio che lasci inavvertitamente un suo chip o altro mezzo identificativo alla portata di qualcuno, o che un trojan rilevi dati che consentano la simulazione dell’identità e che diffamazioni o addescamenti vengano perpetrati attraverso server non controllabili sfruttando i suoi dati. Mia mamma verrebbe tacciata e accusata, perchè responsabile dei dati che l’identificano. Quindi per legge la sua vita verrebbe rovinata, rovinata anche se dopo peripezie varie si venisse a scoprire che non è certo lei la responsabile.
Si spargerebbero timore e paura. Ma un delinquente troverebbe il modo di farla franca. È già accaduto.
Pongo la questione da un altro punto: il violentatore, il pedofilo, il truffatore viene agguantato, e le leggi che puniscono ci sono e possono essere semplicemente aggiornate, ma non è detto che il mariuolo sconti poi una pena. Indulti, magistrature sovraffollate e incapaci di risolvere velocemente certi casi, sconti di pena…
molto probabilmente per vari motivi ce lo ritroveremo sulla strada e libero di ricominciare la sua disonesta e dannosa vita. È già capitato e non poche volte.
Francamente non credo che un disegno di legge come quello che proponete sia una soluzione, ma solo uno dei tanti paletti che sono d’inciampo solo alle persone oneste e normali. Esattamente come i limiti sugli assegni per contrastare l’evasione o il lavaggio del denaro sporco o che altro ne so io…
Una legge così, se non ci sono mezzi davvero efficienti, riempirebbe di burocrazia persone e aziende, senza poi risolvere la questione. Un malintenzionato trova comunque il modo di compiere le sue azioni in barba alle leggi, ma se non viene punito davvero quando fermato e condannato, continua.
Poi, quanti sono in percentuale gli schifosi che sfruttano internet in rapporto a quanti usano la grande rete per scopi normali? E per una percentuale così bassa dobbiamo presumere la colpevolezza di tutti? Fino a prova contraria?
Vogliamo mettere un gps su ogni persona? così potremo beccare chi imbratta i muri con la bomboletta e chi scrive frasi ingiuriose sui pubblici muri.
Rimarco l’orrore dell’impunità: proprio lei cita i casi di violenza alle donne e abusi ai minori, ma quanti sono quelli che dopo un atto così orribile restano in carcere? E poi in carcere a fare cosa? A fare lavori socialmente utili? A cercare di ricostruire una vita disgraziata o a passare il tempo in attesa di uscire?
Le faccio una proposta: facciamo in modo che internet venga conosciuta dalla gente, facciamo corsi, educhiamo le persone, spieghiamo cosa è pericoloso e cosa è utile. La gente è inteligente. Diamogli i mezzi.
Magari…
chiediamo a mediaset e rai di non spargere cacca nei film per i ragazzi dove un omicidio è considerata solo una scena del film e non la cosa orribile che è, smettiamo di mettere alla berlina ragazzotte oche e svestite davanti alla telecamera e usiamo i mezzi d’informazione per evidenziare il valore dell’uomo/donna invece di mettere in mostra tutto lo schifo umano perchè si vende meglio. L’onorevole Berlusconi metterebbe i suoi nipoti davanti alle sue TV tutto il giorno? No. Non credo.
Chiudo con internet aggiungendo una cosa:
se volete eliminare le immagini oscene dal web, costringete tutto ciò che è “per soli adulti” alla sottoscrizione con password inviata per lettera.
Saluti
Gent on. G. Carlucci
sentire, oggi, un politico parlare di “Democrazia” solleva in me legittime perplessità considerando che non siete stati eletti da nessuno ma siete stati piazzati in parlamento dai vostri capi. Ragionevole dunque che rispondiate a loro poichè di elettori non ne avete. Ancora più ragionevole è pensare che facciate gli interessi degli amici dei vostri capi invece che quelli dei cittadini.
Già questo solleva più di un dubbio sulla Sua buona fede.
Poi ci spieghi per quale motivo ci dovremmo fidare della classe politica nella sua opera normativa su una materia tanto delicata quale la libertà su internet.
La televisione è uno strumento molto più facile da amministrare e l’avete ridotto ad una fogna.
Avete preso l’informazione pubblica (che costituzionalmente deve essere separata dal potere politico) e l’avete lottizzata smembrata e ridotta ad un contenitore vuoto per vendere pubblicità di assorbenti e preservativi.
E con questo curriculum Lei vuole presentarsi e normare qualcosa che dimostra anche di non conoscere minimamente come Internet?
No on. Carlucci.
Io non mi fido ne della sua buona fede ne delle sue competenze.
Scusi onorevole, il documento contenente la sua proposta di legge per “Internet territorio delle libertà” e liberamente scaricabile dal suo sito in formato doc ha qualcosa di strano: il campo “Author” delle sue proprietà contiene il nome Davide Rossi, ovvero il nome del presidente dell’Unione Italiana dell’Editoria Audiovisiva, non solo, il campo “Company” contiene il valore Univideo. Può spiegare questa curiosa circostanza? Grazie in anticipo.
Caro onorevole tralasciando la bruttissima figura del suo documento firmato Davide Rossi mi rivolgo a lei per esprimerle il mio disappunto.Stia tranquilla che tutti quanti siamo tracciabilissimi sul web.La polizia postale può pescare chiunque,mi creda,sono una persona informata a riguardo.La sua proposta viene vista dal mio modestissimo punto di vista,come un atto di controllo verso tutta la fascia di utenti che ancora non posso essere soggiogati.Il disegno di legge al massimo potrebbe limitare (di pochissimo) la diffusione di file video,musicali e quant’altro (di qui l’interessa da parte dell’editoria) che non è sicuramente di sua competenza. Se proprio lei ha paura di cosa i bambini possano trovare in internet provi allora ad attuare una campagna SERIA atta alla sensibilizzazione dell’uso del pc. I genitori dovrebbero stare accanto ai bambini durante l’uso del computer perchè internet è il mondo e ci sono cose cattive e cose buone.Non si possono eliminare tutte le cose cattive,è un dato di fatto.L’unica cosa che mi dispiace (e lo dico col cuore) è che un giovane come me non si rispecchi nei politici della sua nazione.(non eletti da lui,perchè io e tutti gli altri italiani a lei non l’abbiamo eletta proprio)
Saluti e buon lavoro.
P.S.non si lamenti più per gli stipendi “minimi” dei parlamentari che qui noi stiamo morendo di fame!
Un paio di link utili
http://www.opendns.com/
http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia
Mi ero scordato un link scusate
http://archiviostorico.corriere.it/2001/ottobre/25/Gabriella_Carlucci_tampona_bus_via_co_0_011025291.shtml
Grande Milly. Finalmente una proposta per la sicurezza. Se uno non ha niente da nascondere, niente teme. Aspettiamo anche l’introduzione della registrazione e pubblicazione delle telefonate di tutti i politici e parlamentari. Sarebbe bene anche che una telecamera fosse sempre puntatata sulle nostre due camere dove spesso avvengono delitti contro i cittadini.
Vivere in Italia è veramente squalificante!
Ci stanno rubando il futuro!
Penso che a questo punto solo la giustizia divina ci può salvare da questi sciacalli.
Ammettendo che le intenzioni siano buone (ma se fosse così perché il documento che la Carlucci posta sul suo blog ha nelle proprietà il nome di Davide Rossi della Univideo? davvero il provvedimento è per contrastare la pedofilia? mah). Comunque il provvedimento è, come sempre, tecnicamente insignificante. Non è applicabile così come tutte le varie proposte di censura verso contenuti sgraditi. Vogliono monitorare le mie attività mediante il mio ip? Molto bene, basta attivare una vpn verso paesi meno fascisti (…pure gli stessi stati uniti…) e abbiamo aggirato l’ostacolo.
Al solito, chi sa fa, chi non sa parla.
@Umberto: non è proprio così, la polizia postale prende solo chi si fa prendere per ignoranza. ci sono veramente centinaia di modi per rendersi quasi anonimi… abbastanza per i mezzi che hanno a disposizione in Italia. Se, invece, si disturbano altre polizie… beh chiaramente in quel caso la cosa cambia.
Prima di creare leggi che creerebbero problemi solo alla gente normale costatate l’IMPOSSIBILITA’ TECNICA di mantenere un identità per chi non la vuole tenere.
Ci sono sistemi situati in paesi dove non esiste collaborazione con la polizia italiana chiamati ANONIMIZZATORI che cambiano i connotati di chi li usa.
Per cui io potrei essere schedato, avere il mio IP tracciato dal provider ma nell’istante in cui io uso un sistema di anonimiizzazione la mia traccia si perde.
Un esempio ?
Io mi sono collegato a http://www.glielettiblog.it e ho scritto questo messaggio.
Il gestore del blog ha il mio IP.
Se io mi fossi collegato usando questo link :
http://anonymouse.org?http://www.glielettiblog.it
il mio IP non sarebbe piu’ il mio ma di un sito cinese ….
Prima di mettere leggi che complicano la vita cercate di avere le idee chiare ….. Sulla rete, per chi la conosce, l’identità NON E’ POSSIBILE IMPORLA a chi non la vuole !
Non usate la politica solo per fare soffoco …. prima cercate di capire le cose come funzionano.
Lo sa il paragone più sensato che mi viene da fare ?
Lei vuole mettere una porta per proteggere una casa a cui non sono state ancora messe su le mura !
e allora Onorevole Carlucci, abolisca le cabine telefoniche, perché da lì posso fare telefonate anonime!
e inoltre Onorevole Carlucci, abolisca anche la posta, perché nel campo del mittente della lettera che imbuco, posso scrivere qualunque nome!
e infine Onorevole Carlucci, ci faccia un ddl per far impiantare un chip sottopelle per tracciare tutte le persone che transitano sul suolo italiano, per sapere dove andiamo e cosa facciamo, tanto se siamo persone oneste non abbiamo nulla da nascondere, o no?
Secondo la Carlucci in questo momento io sarei realmente anonimo??
Mhà!
Mi faccia capire signora: quando fate i DDL leggete prima? Vi informate? Io mi chiedo: come fate a tirar fuori certe cose figlie dell’ ignoranza?! Adesso faccia un favore al popolo italiano: si vada ad informare…. http://www.youtube.com/watch?v=pmdkGbhodXg e poi torni con proposte intelligenti!
BAH.
Non capisco da quale pulpito arriva una proposta di legge così assurda. Tutti gli utenti su internet sono rintracciabili tramite indirizzo IP, basta rivolgersi alla polizia postale…
A me sembra che questa gentaglia che ci rappresenta in parlamento stia facendo di tutto per mettere un bavaglio alla rete, l’unico mezzo di informazione libero che abbiamo oggi in Italia.
l’Italia fa sempre più ridere…si salvi chi può.
Cara On. G. Carlucci
seguo da 30 anni la storia politica italiana e non ho mai sentito una proposta piu assurda e stupida!
Data l’inutilità accertata della “TRACCIABILITA’” in quanto i sistemi per rintracciare sono già in mano da anni all’autorità giudiziaria e alle forze dell’ordine, ritengo che tutto questo sollevare un polverone su internet sia esso stesso in realtà becero e sconvolgente.
Penso che i discorsi sulla pedopornografia e sulle offese personali siano solo pretesti per nascondere ben altre intenzioni da parte del governo: quali il controllo a tappeto su tutte le forme di LIBERA ESPRESSIONE e INFORMAZIONE, delle quali Internet è rimasto in Italia, ormai, l’UNICA vera rappresentativa. Vogliamo davvero arrivare ai livelli di paesi come Birmania e Cina, dove scrivi una parola su Google e non ti esce niente????
La pedofilia è già ora un problema gravissimo e delicatissimo della società italiana (e non solo) così com’è; va affrontato con i modi della prevenzione, con le famiglie più vicine ai figli, genitori capaci di seguire i figli e star loro vicini. E’ necessaria una presenza reale delle istituzioni quando si tratti di curare questi fenomeni di devianza psichica e quando si tratti di perseguire e punire chi è caduto in reato. Se anche in questa situazione si riesce a strumentalizzare il problema facendo leva sul perbenismo e ricercando un largo consenso, nascondendo così il vero fine della manovra, allora a mio vedere avremmo ottenuto un secondo caso Englaro.
La vera vergogna è la censura
La vera vergogna è la limitazione delle libertà personali
La vera vergogna è la legge ad personam
La piu grande vergogna è la propaganda strumentale usando tutto ciò che si ha a disposizione.
Distinti Saluti
L’on. Carlucci vuol farci passare una pseudoproposta di legge contro la libertà di espressione che internet ci garantisce mascherata da provvedimento antipedofilia. Questo è assolutamente vergognoso.
Se qualcuno pubblicasse qualcosa su di me che non corrisponde alla verità io potrei sempre pubblicare la verità e documentarla. Questo è quanto accade su internet.
Per esempio sarebbe cosa buona e giusta che anche Lei, cara Onorevole, rispondesse a questi commenti che mi sembrano in netta maggioranza contro la “sua” proposta di legge. Venga qui e ci spieghi come mai quel documento sia stato scritto dal presidente di Univideo come appare dalle proprietà del file da Lei messo in rete.
Piuttosto che proposte del genere, perché non fa una proposta semplice semplice al nostro caro Silviuccio: ABOLIRE LA PUBBLICITA’ RIVOLTA AI BAMBINI DALLA TELEVISIONE. Questa si che è una ingiustizia rivolta ai bambini. Si faccia promotrice se ne ha il coraggio.
[...] http://www.glielettiblog.it/?p=1029 [...]
[...] un’intervista rilasciata al Blog del Sito Glieletti.it, l’On. Gabriella Carlucci, che ha recentemente presentato una [...]
[...] tratti da glielettiblog.it e beppegrillo.tv. Cit. Guido Scorza e [...]
semplicemente orribile. non tanto per la forma ma per l’intento
anche monteciborio, spesso, appare un territorio privo di regole!
[...] parteciperanno numerosi parlamentari tra i quali Gianpiero D’Alia, Gabriella Carlucci, Roberto Cassinelli e Antonio Palmieri dei quali abbiamo avuto occasione di parlare su questo [...]
speriamo che il convegno di roma serva a qualcosa!
[...] centro di un acceso dibattito si è trovata Gabriella Carlucci (Pdl), autrice di un controverso disegno di legge che mira a proibire l’anonimato in [...]
In questo post http://www.glielettiblog.it/?p=1288 il resoconto del convegno sulla Libertà della Rete con gli on. Carlucci e D’Alia
[...] risposta a Gabriella Carlucci e Davide Rossi [...]
[...] Gabriella Carlucci: La democrazia parte da Internet, ma è necessaria la tracciabilità dell’utent…. [...]
Non avevo alcun dubbio che questo emendamento non sarebbe passato perchè ho riscontrato (anche con una certa sorpresa) che proprio dalla parte del centrodestra si è accuito in questi ultimi mesi un forte interesse verso il web in generale e in particolare il web 2.0… se tanto mi da tanto…
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